
Perchè scegliere Cremazione PET nel comune di Bientina?
Servizi funebri per Animali a Bientina
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Grazie a questa tecnologia esclusiva, offriamo un servizio di alto livello che opera nel comune di Bientina fino a tutte le province di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa-Carrara, Pisa, Pistoia, Prato e Sienaestendendosi fino a tutta l'Italia. Inoltre, attraverso i nostri servizi dedicati ed esclusivi, siamo in grado di raggiungere e servire anche l’intero territorio nazionale.
Servizio h24
7 giorni su 7
Dal primo contatto alla restituzione delle ceneri, Cremazione Pet vi accompagna con un servizio completo e trasparente. Seguiamo ogni fase con cura: dal trattamento del vostro animale alla scelta dell’urna.
Operiamo con discrezione, rispetto e sensibilità, per garantire un addio dignitoso al vostro amico a quattro zampe.
CREMAZIONE PET
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Contattaci
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Ritiro
Puoi portare il tuo animale presso la nostra struttura oppure pensiamo noi al ritiro, direttamente a casa tua nel comune di Bientina.
Cremazione
Eseguiamo cremazioni individuali con rilascio del certificato dedicato e cremazioni collettive, sempre con la massima cura e dignità.
Consegna dell’Urna
Ti restituiamo le ceneri nell’urna scelta, con consegna comoda a domicilio oppure presso la nostra sede.
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Mappa coperta dal servizio nel comune di Bientina
Alcuni cenni sul comune di Bientina
La tabella sottostante riporta i valori medi che si registrano in città nel corso dell’anno:
Storia del comune di Bientina
Un documento del 1117 dà notizia della vendita, da parte del marchese di Toscana Robodone, del castello con il suo distretto e con la giurisdizione signorile a favore dell’arcivescovo di Pisa.
Nel 1178 l’arcivescovo Ubaldo, per riunire in un unico luogo tutti gli abitanti del territorio tra il Monte Pisano e la sponda sud ovest del Lago di Sesto ed evitare le ricorrenti liti con Lucca, obbligò i Bientinesi ad abitare in certo luogo a oriente del ponte sul fosso denominato Cilecchio.
Il 25 febbraio 1179 i consoli di Bientina con altri 120 bientinesi giurarono di obbedire all’arcivescovo e di andare ad abitare nel luogo assegnato.
Si fa risalire a questo periodo l’inizio della fondazione del castello con le torri in gran parte visibili ancor oggi, anche se studi più recenti fanno risalire ad epoca tardo-romana alcun tratti delle mura.
Nei secoli XIII e XIV fu alternativamente sotto il dominio di Lucca e Pisa, fino a che, nel 1402 si sottomise al dominio fiorentino.
Ebbe a sostenere l’ultimo assedio nel 1505, durante la cosiddetta guerra di Pisa, quando fu assediata dai Pisani, sostenuti da 1.500 fanti spagnoli, ma questi furono ricacciati dai difensori.
Il Senato fiorentino, in omaggio alla fedeltà dimostrata, concesse a Bientina privilegi di natura economica e fiscale, nonché l’appellativo di “Bientina Fiorentina”.
Nel 1699, con una fastosa cerimonia ebbe inizio il culto di san Valentino, il cui corpo proveniva dalle catacombe di San Callisto sulla Via Appia Antica.
Questo santo, per i miracoli che iniziò a fare, si guadagnò subito clamorosa fama, tanto che nel 1717 lo stesso Gran Principe di Toscana Gian Gastone de’ Medici venne a venerarne le spoglie.
Analogo omaggio fu reso al santo negli anni 1766 e 1768 dal Granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Con la morte di Gian Gastone avvenuta nel 1737, si estinse la dinastia medicea e la Toscana passò sotto quella dei Lorena.
Con Pietro Leopoldo ebbero inizio i primi lavori di bonifica e di regimazione della complessa idrografia della zona; tali lavori furono portati a compimento da Leopoldo II (1824-1859), sotto il governo del quale fu essiccato il lago di Bientina, mediante il passaggio delle acque sotto l’alveo dell’Arno mercé la costruzione del Canale Emissario, opera di grande ingegneria idraulica dovuta ad Alessandro Manetti.
Nell’occasione furono apportate alcune modifiche al corso dell’Arno, dando al maggior fiume della Toscana una regimazione definitiva.
Dopo la fine della dinastia Lorenese, Bientina entrò a far parte del Regno d’Italia e ne seguì le sorti fino al referendum istituzionale del 1946 quando i Bientinesi votarono a grandissima maggioranza per la Repubblica.
Lo stemma attuale si presenta di rosso, all’ariete saliente d’oro, addestrato da un mazzo di spighe di grano, al naturale. L’antico stemma di Bientina, ricavato dall’originale in marmo collocato nel timpano della chiesa di San Domenico, raffigurava invece un leone rampante accompagnato in capo dal giglio fiorentino e in punta da una tinca. Il 9 giugno 1859 i rappresentanti comunali presentarono al governo regio una richiesta di modifica allegando un bozzetto che venne approvato dal consiglio comunale di Bientina con delibera del 14 gennaio 1861. Il nuovo stemma sostituì i simboli precedenti con un capro d’oro su fondo rosso con le spighe di grano a rappresentare il progresso agricolo derivato dal risanamento della pianura e dall’essiccazione del Padule. Il gonfalone è un drappo di rosso.
Fonte dati: https://it.wikipedia.org/wiki/Bientina
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