
Perchè scegliere Cremazione PET nel comune di Minucciano?
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Ritiro
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Mappa coperta dal servizio nel comune di Minucciano
Alcuni cenni sul comune di Minucciano
Il territorio del comune di Minucciano è racchiuso tra le cime più alte delle Alpi Apuane: il monte Pisanino, il Pizzo d’Uccello, il Tambura e il monte Grondilice. La superficie è prevalentemente coperta da boschi delle tipologie più varie, dagli arbusti della macchia mediterranea ai boschi di quercia e carpino nero, dalla faggeta alla prateria d’alta quota, dai secolari castagni da frutto alle più diverse specie di fiori, che danno ai boschi minuccianesi un’ampia gamma di colori diversa in ogni periodo dell’anno.
Non da meno è la fauna, che vede distribuirsi sul territorio diverse specie tra le quali:
Storia del comune di Minucciano
Minucciano è di origini antichissime, come testimoniato anche da reperti archeologici e statue stele risalenti all’età del bronzo, ritrovate nelle vicinanze dell’eremo della Beata Vergine del Soccorso. In queste terre si collocarono per primi gli apuani, assoggettati e poi cacciati dai romani, che fondarono il castrum.
Il paese pare prendere il nome dal console romano Quinto Minucio Termo, ma in precedenza il luogo si chiamava Saltus (“bosco”) Testimonianza degli insediamenti d’epoca romana sono alcuni reperti archeologici ed il toponimo che deriva da un Fundus Minuccianus.
Tradizione vuole che, nel luogo ove oggi sorge Minucciano, nel II secolo a.C. si sia verificata la leggendaria battaglia contro i Liguri Apuani nella quale il console Quinto Minucio Termo rischiò di vedere distrutte le sue legioni. I romani ebbero comunque la meglio, al punto tale da far derivare il nome del borgo proprio dal console romano che riuscì vittorioso. Tito Livio, narra in effetti dell’episodio occorso al Console Minucio, che fu assalito dai Liguri su un passo apuano nell’anno 561 di Roma (191 a.C.) e riuscì a salvarsi anche grazie all’aiuto giuntogli da un contingente di Numidi.
Dal centro di Minucciano, e dalla frazione di Pieve San Lorenzo, passava la via Clodia Nova (o Clodia Secunda), strada romana tracciata nel II-I Secolo a.C., che collegava Pisa e Lucca alla Lunigiana, attraversando la Garfagnana anziché passando dalla costa versiliese. Da Pisa si dirigeva a Lucca, risaliva il versante destro del fiume Auser (Serchio), attraversava la Garfagnana con i centri di Gallicano, Castelnuovo Garfagnana, Piazza al Serchio e, dopo Minucciano, valicava il Passo di Tea (955 m), nei pressi del Monte Argegna, dove sono ancora visibili i resti dell’Hospitale di San Nicolao dell’XI Secolo. Da qui, attraversava Fosdinovo per concludersi all’antico porto di Luni.
All’epoca delle invasioni barbariche il territorio di Minucciano venne attraversato da goti, franchi e longobardi: a causa di questi eventi l’intera zona si spopolò.
In epoca altomedievale il borgo si consolidò e nell’anno 875 divenne feudo dei Malaspina, potenti signori della Lunigiana, che lo dominarono fino al 1270, anno in cui lo vendettero a Gerardo conte di Gragnana.
Nel 1287 il borgo entrò a far parte dei possedimenti di Lucca, attraversando la sua fase di massimo splendore e divenendo un caposaldo nel sistema difensivo lucchese nell’Alta Valle del Serchio. Nel 1447 Minucciano divenne Vicarìa e, restando fedele a Lucca, le fu concesso il potere di battere moneta: il “Barbone minuccianese”. È un privilegio, questo, che venne conferito in genere a borghi e comunitates particolarmente ricche e tenute in grande considerazione dalle autorità per la loro importanza strategica ed economica. Minucciano era infatti diventato uno dei centri più importanti della zona. Il nome “barbone” derivava dalla presenza dell’immagine del Volto Santo di Lucca su una delle facce della moneta che, come nel Grosso lucchese, era rappresentato con una folta barba.
Per via della sua posizione strategica, al confine tra la Garfagnana e la Lunigiana, il borgo di Minucciano fu a lungo conteso tra Pisa, Firenze, il casato dei Visconti di Milano e gli Estensi di Ferrara.
Nei secoli, Minucciano vide quindi alternarsi al potere dapprima la Repubblica di Pisa, successivamente quella di Firenze, che vi governò per un breve periodo, quindi i Visconti che persero poi il borgo a vantaggio di Lucca. Successivamente, Minucciano venne riconquistato dai Malaspina, alleati per l’occasione con gli Estensi, prima che il borgo venisse annesso definitivamente ai possedimenti della Repubblica di Lucca.
Tra la fine del XV Secolo e la metà del XIX, Minucciano fu un’exclave lucchese circondata da ogni parte da comunità appartenenti agli Stati Estensi, ai Malaspina o al Granducato di Toscana. Proprio in virtù di questa particolare condizione, vi furono frequenti questioni di confine con gli stati vicini; ciò portò la Repubblica di Lucca a far realizzare una serie di bellissime carte del territorio di Minucciano, ancor oggi conservate presso l’Archivio di Stato di Lucca. Seguì le sorti di Lucca fino al 1847, anno dell’entrata in vigore del trattato di Firenze, che prevedeva tra le sue clausole l’annessione di Minucciano al territorio del Ducato di Modena e Reggio. La dominazione austro-estense durò tuttavia solo undici anni: nel 1859 infatti, dopo la fine della seconda guerra d’indipendenza italiana, il borgo venne incluso nel territorio delle neo-costituite Province Unite del Centro Italia e, l’anno seguente, ufficialmente annesso al Regno di Sardegna mediante un plebiscito e, successivamente, al Regno d’Italia.
Minucciano, saccheggiato nel 1745 dalle truppe spagnole condotte da Francesco III d’Este, duca di Modena, è stato nella storia colpito anche da due violenti terremoti nel 1837 e nel 1920, dai quali si è risollevato con tenacia grazie ad una solida economia rurale e al carattere forte del suo popolo. Il terremoto del 1837 determinò anche il crollo dell’antica torre difensiva che sormontava il castello e che la popolazione volle ricostruire immediatamente. Il terremoto del 1920 avvenne il 7 settembre, alle ore 8 circa. Fu molto violento, arrecò danni ingenti e fu stimato ad un’intensità pari al 9°-10° della scala Mercalli. Per tale evento calamitoso, Minucciano ebbe 16 morti. I soccorsi furono sufficientemente veloci, ma non lo stesso si può dire della ricostruzione, che si protrasse per diversi anni. Il 21 giugno 2013 è la data dell’ultimo forte terremoto con epicentro proprio nel comune di Minucciano, quando è stata rilevata una scossa di magnitudo 4,4 della scala Richter.
Fonte dati: https://it.wikipedia.org/wiki/Minucciano
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