
Perchè scegliere Cremazione PET nel comune di Montelupo Fiorentino?
Servizi funebri per Animali a Montelupo Fiorentino
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Mappa coperta dal servizio nel comune di Montelupo Fiorentino
Alcuni cenni sul comune di Montelupo Fiorentino
Il comune di Montelupo Fiorentino è situato nel Valdarno e si trova tra il fiume Arno e le colline della Valdelsa. È il primo centro urbano principale che si trova, seguendo il corso del fiume Arno, nella parte più orientale della valle, detta Valdarno inferiore. Il territorio abitato è prevalentemente pianeggiante, ma il comune si estende su un territorio per la maggior parte collinoso dove sorgono però alcune frazioni. Sebbene il comune di Montelupo Fiorentino sia prevalentemente urbanizzato, in esso sono presenti delle aree boschive in prossimità delle zone collinari.
Il comune di Montelupo Fiorentino è attraversato dal torrente Pesa, che proprio in territorio comunale, confluisce nel fiume Arno, il quale stabilisce il confine tra il comune di Montelupo Fiorentino e il comune di Capraia e Limite. Entrambi i fiumi scorrono vicino al centro storico di Montelupo. La Pesa scorre attraversando l’intero paese, dividendo il centro di Montelupo in due parti: la parte storica (a Nord) e la parte più recente (a Sud). Un altro corso d’acqua di relativa importanza è quello del torrente Turbone, che sfocia nella Pesa nella frazione con l’omonimo nome: Turbone.
Nella frazione di Sammontana inoltre si trova un piccolo lago, creato negli anni Sessanta attraverso una diga alta più di 15 metri per trattenere l’acqua del rio di Sammontana, generando anche una riserva idrica per irrigare i campi e un luogo di pesca. Il lago di Sammontana risulta dal 2017 inagibile per motivi di sicurezza ma dal 2024 sono iniziati i lavori per salvare il lago. Nella frazione di Pulica invece si trova il lago del Virginio, alimentato dal torrente Virginio, un affluente della Pesa.
Dal punto di vista climatico, Montelupo Fiorentino ha un clima temperato con estati calde e secche e inverni freschi e abbastanza umidi; secondo la classificazione dei climi di Köppen, quello fiorentino risulta un clima temperato umido (Cfa). Le precipitazioni medie annue si aggirano sugli 800–900 mm distribuite prevalentemente in autunno e in primavera e minime in estate. I venti più presenti sono la Tramontana, proveniente da nord-est, e lo Scirocco, proveniente da sud-ovest.
Negli ultimi anni si è registrato un aumento nelle temperature sia estive che invernali, che causano la secca della Pesa durante i mesi più caldi. Le precipitazione sono più irregolari, si hanno infatti molti eventi di piogge intense.
Storia del comune di Montelupo Fiorentino
La frequentazione dell’area di Montelupo non ha soluzione di continuità fino dal Paleolitico. Di ciò sono testimoni le numerose stazioni preistoriche che sono state individuate negli ultimi venti anni nel territorio comunale.
Della frequentazione in età classica si ha testimonianza attraverso varie sepolture etrusche recentemente emerse nell’area del centro storico cittadino e con la scoperta di una villa romana di età repubblicana. Il luogo era noto come Mansio ad Arnum, come risulta anche dalla Tabula Peutingeriana, ed è probabile che nella zona ci fosse un ponte che, in età romana, permetteva il superamento del fiume Arno.
Con la crisi del V e VI secolo, a fronte della minaccia rappresentata dalle orde barbariche, la popolazione abbandonò le pianure per raggiungere le alture della zona. Il fenomeno raggiunse il suo apice durante il X secolo, al tempo delle lotte per il potere delle grandi famiglie Guidi, Carolingi e Alberti. Questi ultimi realizzarono nella zona una fitta rete di strutture militari, di cui facevano parte le postazioni di Capraia e Montelupo.
Alla fine del XII secolo, inizia la fase di espansione di Firenze che, nella zona, trovò la fiera opposizione dei Conti Alberti. All’inizio del XIII secolo, la postazione di Montelupo viene distrutta dai Fiorentini, che, sullo stesso luogo, edificarono un “castello” murato, vero e proprio simbolo della dominazione sul territorio.
Verso la fine del XIV secolo, Montelupo (che non ha mai avuto la denominazione di Malborghetto, vera e propria invenzione romantica) diventò un “borgo murato” del contado fiorentino. Le mura vennero costruite nel 1348 (anno della peste nera) e al 1414 risale lo Statuto del Potestà.
Fino a tutto il XVI secolo, Montelupo visse la sua “epoca d’oro”. Verso la metà del XVII secolo, complice anche la peste che colpì duramente anche questa zona, iniziò il periodo di decadenza che, irreversibilmente, portò Montelupo ad un drastico ridimensionamento, che toccò il suo culmine alla fine del XVIII secolo.
Da allora e fino al secondo dopoguerra, Montelupo si trovò “a margine” di tutto. Il paese è stato scosso nell’ultima metà del novecento da alcuni eventi naturali a carattere disastroso. I più rilevanti sono le alluvioni del 1949 e 1966 e quella del 1992. In questi 3 eventi infatti, l’Arno, a nord di Montelupo, e la Pesa, torrente sul cui sbocco sorge la cittadina, esondarono sommergendo fin sotto 4 metri d’acqua il paese (2 metri nel 1992).
Montelupo, con la sua maiolica, fu uno dei centri di produzione ceramica più importante del Rinascimento, a livello italiano ed europeo.
La storia iniziò alla fine del Duecento, con la produzione di manufatti con decorazione di ispirazione ispano-moresca (motivi blu e decorazione a prevalenza verde).
Da allora, e per più di tre secoli, le fornaci si sono moltiplicate all’interno delle mura cittadine (costruite a metà del Trecento), fino a superare le 50 unità alla fine del Quattrocento. Il livello di produzione fu tale che necessitò un editto del podestà per vietare che le enormi quantità di scarti e residui di lavorazione venissero gettate nell’adiacente fiume Pesa, onde evitare che potesse esserne deviato il flusso.
Verso la metà del Quattrocento, Montelupo divenne protagonista del fenomeno della “circolazione delle tecniche e del sapere” che caratterizzò quel periodo storico: artisti montelupini andarono a lavorare a Faenza e a Cafaggiolo ed è documentata la presenza di ceramisti di Montelupo anche a Caltagirone, dove dettero nuovo impulso alle relative tradizioni ceramiche che continuano ancora oggi. Alcuni pezzi di ceramica montelupina sono stati ritrovati nei siti archeologici dell’America centrale connessi con i primi insediamenti Europei nella zona, così come nelle Filippine e in Scozia.
Montelupini sono alcuni fra i più begli esempi di maiolica rinascimentale istoriata che fanno bella mostra di sé nei più importanti musei del mondo (Cluny e Victoria and Albert Museum, per dirne alcuni), anche se, spesso, con etichette e didascalie non propriamente corrette. E dalla produzione istoriata nacque il decoro montelupino sicuramente più famoso, ossia i secenteschi “Arlecchini”, raffigurazioni satirico-naif dei personaggi allora più famosi e temuti, i Lanzichenecchi al soldo di Carlo V.
Alla fine del Seicento, dopo che fu terminata la produzione di splendidi manufatti per le Farmacie fiorentine dei domenicani di San Marco e di Santa Maria Novella, iniziò il lento ma inesorabile declino della produzione ceramica di Montelupo. Soltanto grazie alla produzione di “pentole” di Capraia la tradizione sopravvisse durante il XVIII e XIX secolo. La memoria della grande ceramica di Montelupo, così, si perse. Nel corso del Novecento rimasero comunque attive manifatture come la “Fanciullacci”, fondata nel 1862 da Raffaello Fanciullacci come “Fornace Bardi Capraia”, e la manifattura “Maioliche artistiche Guido Bitossi”, fondata nel 1921 ove lavorò tra gli altri il ceramista Aldo Londi insieme al designer Ettore Sottsass. Più tardi fu fondata nel 1946 da Natale Mancioli la “Mancioli & C.” che assunse importanza con produzione di maiolica e terraglie moderne, tradizionali e rustiche, per la tavola e per la casa, in collaborazione con artisti e designer. La manifattura trasferì la produzione a metà degli anni 60 ad Altopascio.
Nel 1977 i volontari del Gruppo archeologico di Montelupo Fiorentino scoprirono, all’interno del castello che dominava il borgo medievale, la bocca di un grande pozzo (il “pozzo dei lavatoi”), riempito di frammenti di ceramica dalle fornaci cittadine. I ritrovamenti sono esposti nel museo della ceramica di Montelupo. Sul coperchio del pozzo vi è un’opera di Lucio Perone che racconta il ritrovamento.
Lo stemma comunale è stato riconosciuto con DCG del 22 ottobre 1936.
Il gonfalone è un drappo di rosso.
Fonte dati: https://it.wikipedia.org/wiki/Montelupo_Fiorentino
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